PRESENTATI I PRIMI RISULTATI SULLO STUDIO DELL’ESOSCHELETRO ROBOTIZZATO

Il Montecatone Rehabilitation Institute di Imola, nell’ottica di una continua attenzione all’innovazione e ai progressi della tecnologia in campo riabilitativo, ha presentato nella giornata di martedì 13 giugno, i primi risultati di uno studio scientifico volto a testare la possibilità di utilizzare un esoscheletro robotizzato (cioè un robot indossabile dalla persone) per la riabilitazione del cammino dei pazienti con lesione incompleta del midollo spinale.

PERCHE’ E’ SIGNIFICATIVO RIABILITARE AL CAMMINO
E’ importante sottolineare che a seguito di una patologia neurologica (mielolesione e ictus in particolare) l’obiettivo della riabilitazione locomotoria non è solo quello di migliorare il recupero e la forza muscolare, ma anche di “riaddestrare” il sistema nervoso centrale, cercando di riattivare le connessioni neurali “spente”, e di migliorare l’equilibrio. Gli esercizi intensivi e focalizzati su compiti specifici possono dunque consentire un riapprendimento migliore e più veloce della locomozione, compatibilmente con l’entità della lesione.
Oltre al training riabilitativo manuale convenzionale, in tempi recenti la riabilitazione del cammino si sta avvalendo anche di tecnologie e dispositivi altamente sofisticati, alcuni dei quali robotizzati. Questi ultimi appaiono sempre più promettenti perché consentono la riabilitazione di più articolazioni contemporaneamente: consentono quindi alla persona neurolesa l’esecuzione di un’attività funzionale completa, e dunque non solo segmentaria, e di compiere una traiettoria del cammino più precisa e ripetitiva.

CARATTERISTICHE DELLO STUDIO SVOLTO A MONTECATONE
Lo studio, approvato dal Comitato Etico Scientifico della Provincia di Bologna, si è svolto attraverso una fase preliminare con la promozione di un network fra i più rilevanti Centri riabilitativi italiani che hanno adottato il più innovativo dei sistemi robotizzati disponibili sul mercato, l’EKSOGT, è l’esoscheletro prodotto dalla società statunitense Ekso Bionics.
A Montecatone il robot è stato acquisito nel 2015 (con la formula del noleggio) attraverso un ingente investimento economico di 100.000,00 euro di cui 50.000,00 tramite finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola a favore della Fondazione Montecatone Onlus.
Sotto stretta supervisione medica, questo esoscheletro permette alle persone neurolese e a quelle paraplegiche di stare in stazione eretta e di muoversi correttamente sul suolo, gestendo da sole il proprio peso corporeo, appoggiandosi con le braccia a una coppia di stampelle o a un deambulatore. Le gambe vengono governate da motori a batteria ricaricabile, in sostituzione delle funzioni neuromuscolari, e la camminata è ottenuta attraverso sensori che rilevano il peso spostato e fanno scattare i singoli passi. Il tutto è controllato da un computer e la programmazione avviene attraverso un display accessibile al fisioterapista, che deve sempre assistere il paziente durante la seduta di utilizzo dell’apparecchio.
Dal momento che l’EKSO viene indossato sopra i vestiti, il passaggio da persona a persona è di pochi minuti e quindi le sessioni di riabilitazione robotizzata, della durata di circa un’ora ciascuna, sono condotte su più individui durante una stessa giornata. Il dispositivo consente al paziente di deambulare in sicurezza già nel corso delle prime sessioni, attraverso un sistema di programmazione graduale che facilita la progressione dell’apprendimento. La versione “GT” dell’EKSO consente una tipologia riabilitativa “variable assist” che fa si che il paziente contribuisca al movimento con il grado di forza posseduto da ogni gamba e che la forza necessaria alla camminata sia compensata attraverso l’azione dei motori. Il riabilitatore può quindi regolare il livello di forza del dispositivo in tempo reale, a seconda dei bisogni e degli obiettivi della singola terapia, controllando inoltre la frequenza e la lunghezza dei passi. L’apparecchio offre poi la possibilità di misurare e tracciare i deficit ed i progressi della persona durante il suo percorso riabilitativo.

RISULTATI PRELIMINARI DELLO STUDIO
L’obiettivo dello studio, della durata di 24 mesi e quindi in fase conclusiva, era quello di delineare le risposte al training riabilitativo con l’EKSO-GT in un elevato numero di pazienti mielolesi incompleti, valutandone al tempo stesso il grado di sicurezza e di tollerabilità.

“I punti di forza di questa sperimentazione rispetto a quanto raccolto dagli altri centri coinvolti nello studio, sono l’elevato numero di pazienti inclusi e l’alta omogeneità dei dati raccolti” dice Jacopo Bonavita, Medico Dirigente dell’Unità Spinale di Montecatone e responsabile della sperimentazione “I risultati dimostrano che l’esoscheletro permette una precoce possibilità riabilitativa per chi può recuperare un cammino parziale dopo una lesione midollare; hanno permesso di delineare un utilizzo ancora più appropriato ed efficace nell’ambito del percorso riabilitativo; infine, abbiamo riscontrato che la soddisfazione dell’utenza rappresenta un forte incentivo motivazionale in vista del recupero delle funzioni perdute.”

A conferma di quanto sopra, si fa presente che il numero di pazienti trattati in questi due anni è di 74 pazienti, sperimentazione 34.
“L’esperienza ha sicuramente avuto riscontri positivi e accresciuto il potenziale tecnologico e di competenze dell’Istituto” dice Augusto Cavina, Presidente di Montecatone Rehabilitation Institute Spa. “L’intento è quello di proseguire questa esperienza sia aumentando la tipologia di pazienti che possono usufruire di questo strumento, sia presentando nuovi progetti di ricerca con finalità più specifiche, sulla base dei dati già acquisiti”.

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