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PRESENTATO L’ESOSCHELETRO ROBOTIZZATO PER LA RIABILITAZIONE DEL CAMMINO

In arrivo al Montecatone Rehabilitation Institute di Imola l’esoscheletro robotizzato per la riabilitazione del cammino.

Il Montecatone Rehabilitation Institute di Imola, riconosciuto Centro di riferimento a livello regionale e nazionale per la riabilitazione intensiva delle persone con grave lesione midollare, nell’ottica di una continua attenzione all’innovazione e ai progressi della tecnologia, acquisirà a breve un esoscheletro robotizzato EKSO-GT. La nuova tecnologia, di recentissima introduzione nel mercato italiano, verrà utilizzata come strumento per la riabilitazione intensiva del cammino dei pazienti neurolesi (primariamente quelli affetti da lesione spinale incompleta), unicamente durante il ricovero ospedaliero. Il robot sarà acquisito attraverso un ingente impegno economico da parte dell’Istituto e con un consistente contributo (50.000 euro) della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, oltre che con il patrocinio della Fondazione Montecatone Onlus.

Poiché l’EKSO è un dispositivo innovativo, l’Ospedale di Montecatone, parallelamente al suo utilizzo nella pratica clinica, intende valutarne l’efficacia in modo più approfondito attraverso uno studio di ricerca, i cui risultati sono attesi in due anni circa. L’Istituto intende quindi sviluppare protocolli più raffinati per massimizzare l’efficacia riabilitativa dello strumento e vuole inoltre esplorarne le ulteriori potenzialità nelle diverse tipologie di pazienti neurolesi che ha in cura. Per questo motivo si è fatto promotore di un network fra i più rilevanti Centri riabilitativi italiani che hanno parimenti adottato questa tecnologia: fra di essi le Unità Spinali dell’Ospedale Niguarda di Milano e dell’Ospedale S. Corona di Pietra Ligure, il Centro riabilitativo Villa Beretta di Costa Masnaga, inoltre gli IRCCS S. Lucia e S. Raffaele Pisana di Roma. Poche settimane fa, presso la sede di Montecatone, è avvenuto un primo incontro fra i professionisti di questi Centri e dell’Istituto, durante il quale è avvenuta la condivisione delle conoscenze disponibili dalla letteratura e delle esperienze, utile pure per la pianificazione di studi di ricerca, anche multicentrici.
Razionale dell’acquisizione: a seguito di una patologia neurologica (mielolesione e ictus in particolare) l’obiettivo della riabilitazione locomotoria non è solo quello di migliorare il recupero e la forza muscolare, ma anche di “riaddestrare” il sistema nervoso centrale, cercando di riattivare le connessioni neurali “spente”, e di migliorare l’equilibrio. Gli esercizi intensivi e focalizzati su compiti specifici possono dunque consentire alle persone neurolese un riapprendimento migliore e più veloce della locomozione, compatibilmente con l’entità della loro lesione.
Oltre al training riabilitativo manuale convenzionale, in tempi recenti la riabilitazione del cammino si sta avvalendo anche di tecnologie e dispositivi altamente sofisticati, alcuni dei quali robotizzati. Questi ultimi appaiono molto promettenti in quanto consentono la riabilitazione di più articolazioni contemporaneamente, consentono quindi alla persona neurolesa l’esecuzione di una attività funzionale completa,
e dunque non solo segmentaria, e di compiere una traiettoria del cammino più precisa e ripetitiva. Possono inoltre diminuire il carico lavorativo del fisioterapista, permettendo allo stesso tempo un allungamento delle sessioni riabilitative.

Il più innovativo dei sistemi robotizzati disponibili sul mercato, l’EKSOTM, è un esoscheletro (cioè un robot indossabile) prodotto dalla società statunitense Ekso Bionics, acquisito in tempi recenti da alcuni Centri di riabilitazione, soprattutto stranieri, di alto livello. Il Montecatone Rehabilitation Institute sarà uno dei primi centri in Italia. Sotto stretta supervisione medica, questo esoscheletro permette alle persone neurolese e a quelle paraplegiche di stare in stazione eretta e di muoversi correttamente sul suolo, gestendo da sole il proprio peso corporeo, appoggiandosi con le braccia a una coppia di stampelle o a un deambulatore. Le gambe vengono governate da motori a batteria ricaricabile, in sostituzione delle funzioni neuromuscolari, e la camminata è ottenuta attraverso sensori che rilevano il peso spostato e fanno scattare i singoli passi. Il tutto è controllato da un computer e la programmazione avviene attraverso un display accessibile al fisioterapista che deve sempre assistere il paziente durante la seduta di utilizzo dell’apparecchio.

Dal momento che l’EKSO viene indossato sopra i vestiti, il passaggio da persona a persona è di pochi minuti soltanto e quindi le sessioni di riabilitazione robotizzata, della durata di circa un’ora ciascuna, possono essere condotte su più individui durante una stessa giornata. Il dispositivo consente al paziente di deambulare in sicurezza già nel corso delle prime sessioni, attraverso un sistema di programmazione graduale che facilita la progressione dell’apprendimento. L’ultima versione dell’EKSO, quella “GT” per l’appunto, consente una tipologia riabilitativa “variable assist” che fa si che il paziente contribuisca al movimento con il grado di forza posseduto da ogni gamba e che la forza necessaria alla camminata sia compensata attraverso l’azione dei motori. Il riabilitatore può quindi aggiustare il livello di forza del dispositivo in tempo reale, a seconda dei bisogni e degli obiettivi della singola terapia, controllando inoltre la frequenza e la lunghezza dei passi. L’apparecchio offre poi la possibilità di misurare e tracciare i deficit ed i progressi della persona durante il suo percorso riabilitativo.

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