Area Riservata

MOSTRA AISA 1938-2008

70 anni di AISA a Imola : storia e arte nel territorio

Nomen omen (un nome, un destino). L’adagio latino bene si attaglia alla vita dell’Associazione per Imola Storico Artistica in questi decenni. È il più antico sodalizio culturale cittadino, l’unico ad essere dotato di personalità giuridica. La sua tenace opera di tutela e valorizzazione dei beni culturali nel nostro territorio l’ha sempre visto in prima linea con molteplici attività : restauri ad opere d’arte, dibattiti su temi urbanistici e culturali, mostre, censimenti, edizione di fonti ed altre pubblicazioni.

Volgendo lo sguardo ai sette decenni trascorsi è oggi possibile individuare un tratto di continuità, un minimo comune denominatore nell’intenso agire dell’AISA per realizzare i suoi scopi statutari : la consapevolezza che la cura del patrimonio storico e artistico locale è un mezzo, e non un fine, per arricchire la cultura ad Imola. Il termine cultura nella sua accezione classica ha la sua radice etimologica nel verbo latino colere (coltivare) e si basa sulla convinzione che la crescita degli individui e delle comunità avvenga nutrendosi di verità, bontà, giustizia e bellezza. Non quindi per gusto antiquario o curiosità erudita si devono preservare i beni culturali, ma perché si tratta delle testimonianze, spesso irripetute, con cui i nostri avi hanno tentato di realizzare quegli ideali.
Ma poiché le idee camminano con le gambe delle persone, è giusto ricordare l’opera preziosa di quei concittadini che hanno guidato l’AISA in questi decenni : Luigi Orsini, Rezio Buscaroli, Lelio Vacchi Suzzi, Umberto Toschi, Aldo Dall’Osso, Romeo Galli jr, Luigi Baldazzi, Fausto Mancini, Laerte Poletti, Gian Franco Fontana. Ciascuno di loro ha profuso gratuitamente energie, tempo e risorse per costruire l’AISA così come è oggi.
Tuttavia i contributi più preziosi e insostituibili sono spesso i meno appariscenti, e vanno invece adeguatamente riconosciuti alle centinaia di soci che in 70 anni hanno operato alacremente per l’attività del nostro sodalizio. È impossibile nominarli tutti in queste poche righe, ma credo di non fare torto a nessuno di loro ricordando Pasquale Becca, recentemente scomparso, modello ineguagliato di dedizione silente, preziosa e indefessa. E insieme a lui voglio rammentare i numerosi giovani soci che hanno aderito all’AISA negli ultimi anni : la loro presenza e attività sono ad un tempo pegno e promessa che quanto realizzato in questi decenni ha portato e porterà ancora buoni frutti per Imola e gli imolesi.
Da ultimo ringrazio le istituzioni locali e gli enti che hanno sostenuto, incoraggiato ed apprezzato l’AISA in modo costante e concreto, ed in modo speciale Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Banca di Imola, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Comune di Imola, Regione Emilia Romagna, Ministero per i beni e le attività culturali.

Andrea Ferri Presidente dell’AISA

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