COMUNICAZIONE
Inaugurazione Casa Cassiano Tozzoli 23 settembre
All’inizio del mandato del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, uno dei primi messaggi che cogliemmo, rispetto a quelli che erano i bisogni e le richieste provenienti dal nostro territorio, portò la nostra attenzione sul problema Alzheimer. Una casistica abbastanza problematica fu quella che ci venne presentata; dei dati rispetto ai quali era logico pensare ad un aumento esponenzialmente per il futuro; a questi numeri corrispondeva poi una sostanziale difficoltà delle strutture esistenti sul territorio.
Nacque così il Progetto Casa Alzheimer, una struttura specializzata realizzata come intervento di ampliamento dell’esistente “Casa di Riposo per Inabili al Lavoro” con integrazione dei servizi centralizzati esistenti.
Un impegno rilevante per la nostra Fondazione, un progetto che ora abbiamo portato a compimento e che quindi siamo lieti di donare alla nostra città nella convinzione di aver agito nel rispetto di quelle che sono le nostre norme statutarie, ma anche sulla scia di una tradizione socio/assistenziale che da sempre ha caratterizzato la nostra città.
Ecco perché la struttura è stata dedicata a un nostro concittadino, il Dottor Cassiano Tozzoli, vissuto fra il 1785 e il 1863, poco conosciuto ma la cui opera fu fondamentale nel gettare le basi di quel sentire, di quell’agire rispetto alle diverse forme di problematiche sociali che ancora oggi caratterizza Imola.
Un struttura specifica per una patologia particolare, ma sicuramente anche un segnale importante di attenzione e collaborazione rispetto alle Istituzioni e alla città: in questa importante giornata un nostro ringraziamento particolare va a tutti coloro che ci hanno aiutato e affiancato in questi anni.
Sergio Santi
Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
La Casa Alzheimer “Cassiano Tozzoli” è un grande dono alla nostra città, che conferma l’estrema attenzione della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola alla realizzazione di investimenti finalizzati ad allargare in quantità e qualità i servizi ai cittadini.
La struttura, costruita secondo i più alti standard qualitativi attualmente a disposizione, è un segno dell’impegno di tutta la comunità imolese per mettere a punto un sistema di servizi che sappia rispondere ai nuovi bisogni delle persone e alleviare i disagi delle famiglie, contribuendo alla crescita, economica e sociale, di tutto il territorio.
La rete dei servizi è indispensabile per promuovere e consolidare la coesione sociale. La qualità delle prestazioni, l’universalità nell’accesso, la capacità di dare risposte mirate rappresentano il pilastro della nostra comunità e su questo abbiamo intenzione di continuare ad investire.
Per l’Azienda di Servizi alla Persona, alla quale sarà affidata la gestione di Casa Cassiano Tozzoli, si apre ora una sfida impegnativa: realizzare, con questo innovativo progetto, la piena integrazione tra sociale e sanitario, cardine del nuovo welfare di comunità che mette al centro la persona e le sue esigenze.
Daniele Manca
Sindaco di Imola
DATI attività “Centro Esperto Demenze” – Az. USL Imola.
Dall’inizio dell’attività del Centro Esperto (istituito per Legge Nazionale con il Progetto CRONOS) sono stati sottoposti a visita 1456 Pazienti
Di cui
946 risultano affetti da DETERIORAMENTO COGNITIVO (67%)
533 casi di M. di Alzheimer (56% dei Paz. con deficit cognitivo)
134 casi di Demenza Vascolare
82 casi di Demenza Frontotemporale
197 casi di Demenza a genesi mista
375 affetti da patologia a rischio evolutivo (tipo MCI) (27%)
20 affetti da deterioramento secondario ad altra patologia
(endocrina, metabolica, psichiatrica ….)
22 affetti da altra patologia (neoplasia, M. di Parkinson …)
41 esenti da segni compatibili con patologia involutiva
52 diagnosi in corso di definizione.
Dei Paz. affetti da deterioramento cognitivo sono stati riconosciuti eleggibili per il
trattamento con inibitori delle AchE, nel rispetto della nota 85,
370 Paz. (51%)
Sono tuttora in trattamento
161 Paz.
Per i restanti il farmaco ha esaurito la funzione terapeutica.
Per 70 dei Paz. affetti da deterioramento cognitivo è stato intrapresa, a seguito della comparsa di disturbi comportamentali (BPSD) >Terapia con antipsicotici
Sono state eseguite 3888 visite di controllo
Casa Cassiano Tozzoli
Casa Cassiano Tozzoli, la nuova struttura Socio Sanitaria creata dalla Fondazione Cassa di Risparmio, si trova ad Imola in via Venturini 14, al fianco della Casa di Riposo.
Il progetto strutturale di Casa Cassiano Tozzoli è stato seguito e ideato dall’architetto Patrizia Valla esperta in progettazione di strutture per anziani e nel design per la terza età. L’Architetto ha realizzato numerose strutture per anziani ad alto livello innovativo e, dal 1994, è studiosa della malattia Alzheimer e propone linee guida per modelli e ambienti terapeutici attraverso congressi e pubblicazioni a livello nazionale ed internazionale.
Il progetto Casa Alzheimer
La struttura copre una superficie netta utile di ca. 2000 mq. Il progetto prevede la realizzazione di due nuclei Alzheimer su due piani per un totale di 44 posti letto, di cui 18 situati al piano terra e 26 al primo piano, per una percentuale del 50% di presenza di camere singole ; al piano terra sarà inoltre realizzato un centro diurno per altri 16 ospiti.
La “Casa Alzheimer” è il primo esempio in Italia di Struttura intergralmente concepita per assistere il malato di Alzheimer in ogni stadio della malattia: un Centro Diurno per la fase iniziale, un nucleo residenziale al piano terra per ospiti in prevalenza wandering (vagabondaggio compulsivo) e un nucleo al primo piano per lo stadio avanzato della demenza sino ai casi di malati costretti a letto.
Le esigenze sono diverse nei vari stadi sia per il malato che gli per operatori e richiedono spazi appropriati e separati. Ad ogni piano è presente un percorso wandering interno che prosegue in uno spazio esterno delimitato, liberamente accessibile, senza pericoli :il Giardino Alzheimer.
La zona pranzo è in realtà una cucina terapeutica, come quella di casa ma più sicura e adatta, le camere e i bagni studiati in ogni dettaglio per stimolare l’autonomia.
E’ un’architettura di luce che filtra - tanta e soprattutto naturale- per ottimizzare la percezione dei colori e delle forme. Le tecnologie avanzate impiegate conferiscono sicurezza ed autonomia di movimento 24 ore su 24. Tutto è stato concepito per creare un ambiente riconoscibile al loro modo di percepire lo spazio alterato dalla malattia: per farli sentire a casa.
La ricerca estetica oltre che funzionale è stata voluta per uscire dallo stigma “della casa di riposo” come involucro senza dignità architettonica.
Casa Alzheimer è ispirata a una nave, transizione dall’ex nosocomio alla dignità di una nuova casa.
Percorsi e spazi
Lo spazio architettonico può diventare risorsa terapeutica se ogni scelta, ogni singolo dettaglio è finalizzato: il progetto deve prevedere tutto in funzione dei comportamenti e delle reazioni automatiche del malato alle situazioni ambientali. Avevo immaginato un percorso immedesimandomi nel modo percepire dell’Alzheimer che partendo dal letto al corridoio agli spazi comuni al giardino fosse guidato dalla luce e poi una grande parete curva arancione assolutamente opaca e omogenea che attira sul percorso wandering intorno a una corte/giardino che conduce direttamente al Giardino Alzheimer.
La cucina terapeutica _ Sul percorso c’è la cucina terapeutica, uno degli ambienti del nucleo più amati dagli ospiti, dove trascorrono più tempo, perché sanno che quella è la loro cucina: atmosfera domestica, maniglie antitrauma, accessibilità sotto piano per cucinare anche da seduti, una piastra a induzione elettromagnetica che anche in funzione rimane sempre fredda, per proteggerli da scottature e non produce esalazioni. La cucina è aperta, senza porte, sempre accessibile…e i profumi si diffondono e scandiscono il ritmo della giornata. La stimolazione sensoriale ha poi il suo culmine nel giardino vero e proprio, ma in realtà tutta la struttura infonde come la sensazione di essere sempre all’aperto, ma allo stesso tempo protetti e guidati.
Il giardino alzheimer
Il modello si è ispirato al “Gentlecare” canadese creato da Moyra Jones all’inizio degli anni Novanta, ma poi si è evoluto in linee guida legate alla cultura e al contesto assistenziale in Italia.
Mi sono resa conto già dai primi studi che il “giardino all’italiana” è una tipologia che si presta molto alla realizzazione del modello teorico. Occorre pensare alle risorse residue che la persona affetta da demenza può ancora esprimere: il Giardino Alzheimer permette di passeggiare senza pericolo e soddisfare la compulsione al movimento tipica della malattia di Alzheimer ( wandering) donando senso di libertà e una serenità che stempera l’aggressività e assume aspetti terapeutici.
_ Se lo spazio genera libertà e non presenta rischi, né ostacoli, né limitazioni, il vagabondaggio non è più un comportamento da contenere, ma da gestire come risorsa terapeutica. Il wandering non è solo una fuga ma un’esigenza, un sintomo comportamentale tipico del malato, che va interpretato e inserito in un programma di vita quotidiana.
Il Giardino Alzheimer è uno spazio aperto, ma ben delimitato e protetto; appare un giardino “normale”: è semplice, ordinato e fruibile. _ Le persone affette da demenza non hanno la capacità di apprendere, di riconoscere nuovi elementi, è l’ambiente che deve adattarsi a loro e quindi tutto ciò che possono utilizzare è ben evidenziato e reso percepibile. Viceversa le fonti di pericolo sono nascoste o mimetizzate, rese non percepibili. La recinzione è senza varchi e mimetizzata con arbusti e siepi per evitare aspetto coercitivo.
Gli elementi compositivi del Giardino Alzheimer
RECINZIONE MIMETIZZATA: la vegetazione deve mascherare la recinzione, integrandola al Giardino e restituendo una immagine non coercitiva
PERCORSO: elemento strutturante del Giardino deve essere preferibilmente unico, senza biforcazioni ed a loop
AREE DI SOSTA: intercalano il percorso scandendone il ritmo e offrendo luoghi di riposo ombreggiati
PAVIMENTAZIONE: deve essere uniforme, omogenea, preferibilmente chiara e luminosa; il cambio di materiale può essere utilizzato per creare aree tematiche
VEGETAZIONE: scelta con precise caratteristiche trova collocazione secondo la funzione che deve svolgere: ombreggiamento, attrazione visiva e/o olfattiva, etc.
ARREDO : specifico, ergonomico e di ausilio per la deambulazione.
Il ruolo della vegetazione
La vegetazione contribuisce in modo significativo, e a volte determinante a definire o accentuare gli elementi del Giardino, che devono offrire diversi livelli di stimolazione sensoriale facilitando anche l’orientamento spazio-temporale.
DELIMITAZIONE del Giardino dallo scenario esterno con composizione mimetizzante
DEMARCAZIONE dei percorsi, delle aree di sosta, etc.
PROSPETTICO, DI DEFINIZIONE DELLO SPAZIO quando le specie vengono scelte per le loro caratteristiche formali in grado di accentuare le caratteristiche spaziali del giardino
EVOCAZIONE scelta di specie caratteristica di un paesaggio noto all’ospite
STIMOLAZIONE SENSORIALE quando emergono caratteristiche peculiari dell’essenza: colore, profumo, caratteristiche tattili, etc.
RIAPPROPRIAZIONE DEL RAPPORTO CON SE STESSI quando il malato può svolgere un’attività in autonomia, come la cura delle piante e del piccolo orto
REQUISITO NECESSARIO A TUTTE LE SPECIE : non devono essere velenose (spesso il malato mette in bocca ciò che trova), urticanti, spinose o taglienti (spesso strappano le piante).
In Italia il mio primo progetto di Nucleo Speciale per Demenze (NSD) ad alto livello protesico con Giardino Alzheimer è stato oggetto di uno studio (P.A. Bonati et al.) condotto su una popolazione (n = 83) ricoverata nell’arco di 5 anni (2000-2004) presso l’NSD distrettuale dell’Asl di Reggio Emilia a Quattro Castella (RE), denominato “Progetto Arcobaleno”. I risultati dello studio hanno evidenziato un significativo miglioramento sui disturbi comportamentali e sulle abilità funzionali, con un protocollo di valutazione multidimensionale. Inoltre è diminuito lo stress dei caregiver.
Il Giardino Alzheimer è molto funzionale soprattutto nei Centri Diurni per rispondere alle esigenze specifiche del 1° e 2° stadio della demenza, ma comunque un spazio verde o semplicemente uno spazio all’aperto ha sempre implicazioni positive in qualsiasi stadio e in qualsiasi tipo di struttura.
Il ritorno alla natura è per le persone affette da demenza una possibilità di ritorno alla vita.
SCHEDA TECNICA
Superficie lorda piano terra 1620 mq
Superficie lorda piano primo 1357 mq
Superficie Giardino Alzheimer – piano primo 147 mq
Superficie Giardino Alzheimer – piano terra 630 mq
Superficie esterna di pertinenza 1022 mq
Ospiti al piano terra 20
Ospiti al piano primo 24
Ospiti totali in stanza singola 12
Ospiti totali in stanza doppia 32
Posti letto 44
Ospiti centro diurno 16/20
Posti complessivi 60
Il progetto
La “Casa Alzheimer” è il primo esempio in Italia di Struttura intergralmente concepita per assistere il malato di Alzheimer in ogni stadio della malattia: un Centro Diurno per la fase iniziale, un nucleo residenziale al piano terra per ospiti in prevalenza wandering (vagabondaggio compulsivo) e un nucleo al primo piano per lo stadio avanzato della demenza sino ai casi di allettamento. Le esigenze sono diverse nei vari stadi sia per il malato che gli per operatori e richiedono spazi appropriati e separati. Ad ogni piano è presente un percorso wandering interno che prosegue in uno spazio esterno delimitato liberamente accessibile senza pericoli “Il Giardino Alzheimer”. La zona pranzo è in realtà una cucina terapeutica, come quella di casa ma più sicura e adatta, le camere e i bagni studiati in ogni dettaglio per stimolare l’autonomia. E’ un’architettura di luce che filtra -tanta e soprattutto naturale-per ottimizzare la percezione dei colori e delle forme. Le tecnologie avanzate impiegate conferiscono sicurezza ed automia di movimento 24 ore su 24. Tutto è stato concepito per creare un ambiente riconoscibile al loro modo di percepire lo spazio alterato dalla malattia: per farli sentire a casa.La ricerca estetica oltre che funzionale è stata voluta per uscire dallo stigma “della casa di riposo” come involucro senza dignità architettonica. Le strutture per anziani sono forme permanenti dei nostri paesaggi urbani, veri e propri monumenti della nostra civiltà. Casa Alzheimer è ispirata a una nave, transizione dall’ex nosocomio alla dignità di una nuova casa.
(architetto Patrizia Valla, Healthcare Archiectures, Milano)
Lo Studio
L’architetto Patrizia Valla, ha aperto una nuova frontiera: “architetture e giardini come strumento terapeutico”.
Si distingue in Italia e all’estero come esperta in progettazione di complessi ricettivi e residenziali per anziani ad alto livello innovativo e tecnologico e creatrice di un design finalizzato alle esigenze dell’anziano.
E’ dal 1994 che studia la malattia di Alzheimer per creare ambienti protesici: ogni singolo progetto è il risultato di una sintesi di spazio, forme, colori, luce, materiali, design e tecnologie per adattare l’ambiente alle esigenze del malato per restituire ciò che la malattia progressivamente distrugge: il rapporto con lo spazio. Il metodo di progettazione è multidisciplinare con il coinvolgimento in ogni fase del geriatra, degli operatori sanitari e assistenziali, dei familiari e dei gestori. Risultati clinici e osservazione empirica hanno evidenziato effetti positivi sull’umore, sul comportamento, un miglioramento delle abilità funzionali e un’effettiva riduzione dell’uso dei farmaci. L’ambiente protesico ha anche l’obiettivo di ridurre lo stress degli operatori.
I progetti pilota, i numerosi manuali e articoli dell’architetto sono diventati importanti riferimenti per chi opera nell’ambito della ricerca, della progettazione e dell’assistenza dedicata all’Alzheimer e agli anziani, ispirando nuove normative tecniche.
Cassiano Tozzoli (1785-1863)
Nato a Imola nel 1785 Tozzoli era stato medico condotto a S. Agata sul Santerno e a Dozza prima di far ritorno alla sua città natale e dedicarsi al miglioramento degli Istituti di beneficenza e Sanitari. Chirurgo astante poi medico di turno nel 1829, a seguito dei meriti acquisiti nell’attività professionale, venne chiamato a far parte della Congregazione che amministrava l’Ospedale; nell’assolvimento di questo incarico notevoli furono i miglioramenti amministrativi, scientifici oltre che economici suggeriti e attuati da Tozzoli. Merito del Tozzoli fu anche la progettazione e l’edificazione di una nuova struttura, confinante con il lato posteriore dell’ospedale, dove furono ricoverati i malati di mente che, fino ad allora erano segregati, legati ai letti, al fianco degli altri degenti: sorgeva così, nel 1844, il primo Ospedale psichiatrico di Imola capace di 80 posti letto nel quale furono aboliti i mezzi di contenzione come catene e camicie di forza.
L’opera preventiva di Tozzoli, nella carica di direttore dell’Ufficio di Sanità, fece si che, durante l’epidemia di colera che colpì la città e la campagna nel 1855, le percentuali di contagio e mortalità registrate a Imola furono le più basse della regione.
Infine non si può ricordare Cassiano Tozzoli e la sua attività scientifica e filantropica, senza citare l’Asilo Infantile da lui fondato nel 1847, opera originale e altrettanto significativa per l’ispirazione culturale.
Alzheimer, una realtà che ci tocca da vicino
L’Associazione Alzheimer Imola, è nata nel 1998 ed è una delle associazioni locali, riunite nella Federazione Alzheimer Italia, che coordina 47 associazioni che si occupano della malattia e opera a livello nazionale e locale per creare una rete di aiuto intorno ai malati ed ai loro familiari
Gli ultimi dati raccolti nel Circondario di Imola (anno 2003) attestano che sono 27.643 le persone anziane (età superiore a 65 anni) affette da qualche forma di demenza, corrispondenti al 22,5 % della popolazione totale. Milletrecento sono a Imola i casi di malattia conclamata riscontrati ad oggi, ma è logico supporre come questo dato sia destinato ad aumentare esponenzialmente nei prossimi decenni.
Questo è lo scenario da cui è partita l’Associazione per trovare i partner e le risorse per realizzare il progetto legato al tema della malattia di Alzheimer, che si è concretizzato con la costruzione della prima “Casa Alzheimer”dedicata esclusivamente a questi malati .
Il presidente dell’Associazione - Lucia Valtancoli – ha trovato nella Fondazione Cassa di risparmio di Imola l’Istituzione che ha finanziato e realizzato il progetto in soli 4 anni.
La nuova struttura sanitaria, Centro Socio Sanitario Alzheimer Casa Cassiano Tozzoli la prima del genere in Italia, è in grado di fornire un’offerta completa, di assistenza e cura al malato di Alzheimer, e di sollievo per le famiglie.
Convegno 22 Settembre 2008
Sala Circolo Sersanti - P.zza Matteotti, 8 . Imola
UNA CASA PER L’ALZHEIMER: LA REALTÀ DEL CAMBIAMENTO
Ore 13,30 Inizio - registrazione partecipanti
Ore 14,00 Saluto delle autorità
Ore 14,15 Introduzione e moderazione - Gianna Milano - Giornalista
Ore 14,30 Demenza oggi - Orso Bugiani – Neurologo
Ore 15,15 La prevenzione e le terapie non farmacologiche
Antonio Guaita - Direttore Fondazione Golgi Cenci per lo studio dell’invecchiamento cerebrale
Ore 16,00 Coffè break
Ore 16,15 Prendersi cura del malato di Alzheimer:
il modello dell’Italian Hospital Group di Guidonia (Roma)
Gabriele Carbone - Direttore medico Centro Demenze Unità Alzheimer, Italian Hospital Group
Ore 17,00 La presa in carico del malato di Alzheimer
Mariarosaria Liscio - Psicologo clinico e psicoterapeuta Federazione Alzheimer Italia
Ore 17,30 1993-2008: l’esperienza della Federazione Alzheimer Italia
Gabriella Salvini Porro - Presidente Federazione Alzheimer Italia
Ore 18,00 Discussioni
Ore 18,30 Fine lavori
